Ci sono delle opere letterarie che si sottraggono ad una precisa definizione e H-ombre-s di Guglielmo Peralta una di queste.
Intanto vi abbonda pi la riflessione che lazione, pi il monologo che il dialogo, cos che potrebbe definirsi in qualche modo un saggio romanzato sulla funzione e la necessit della letteratura e su altri aspetti che intorno ad essa da sempre si dibattono: Perch si scrivono opere letterarie? pi piena e completa la vita letteraria o quella che viviamo? Qual il rapporto fra lidea e la scrittura? Tra lautore e i personaggi? Tra lautore e il lettore?
Potrebbe, questo romanzo, essere pure definito unautobiografia o, meglio, una biobibliografia romanzata, visto che Peralta, attraverso esso, rende omaggio agli autori che pi ha amato, mostrando al lettore in modo assai singolare la propria biblioteca e il proprio percorso di formazione; e potrebbe, ancora, essere pensato come un trattato di metafisica romanzata, poich, attraverso i monologhi e i dialoghi dei personaggi messi in scena, egli affronta importanti quesiti etici e scioglie un inno alla grandezza del Creatore ed ai suoi doni, tra cui quello della scrittura, grazie alla quale lo scrittore pu porglisi quasi a fianco in qualit di inventore di mondi paralleli. Ma, soprattutto, H-ombre-s a me pare la teatralizzazione della filosofia elaborata da Peralta, nota come soalt, intorno alla quale egli ha pure scritto un manifesto vero e proprio e che ha dato nome ad una pregevole rivista edita a Palermo per pi anni. E, a proposito di teatralizzazione, H-ombre-s presenta caratteristiche pi di opera teatrale che di romanzo, per cui ci si augurerebbe di vederlo rappresentato sul palcoscenico di un teatro.
Forse, a ben riflettere, H-ombre-s costituisce un insieme di tutte queste cose e, forse, qualcosaltro in pi. Insomma, il romanzo H-ombre-s di Peralta davvero unopera originale, direi unica nella storia della letteratura contemporanea.
Protagonisti di questo romanzo sono alcuni personaggi della letteratura di tutti i tempi, che cercano di autogiustificare la loro esistenza dandosi una dimensione pi certa di quella di icone di carta, desiderosi di una vera vita, in modo che, come ipotizzano la morte, quella ricevuta insieme con limmortalit, quella subita, per incanto, da occhi estranei possa essere espulsa dai loro corpi di nebbia, ed essi diventino capaci di accogliere come autentica compagna e senza remore, la morte mortale salendo dal regno delle ombre allimpareggiabile regno della luce.
Il luogo in cui si svolge la vicenda il Castello dellagrimensore K., con la sua altissima torre, la biblioteca, la valle, un fiume lontano, un ponte ( che rappresenta il passaggio dalla vita sognata per i personaggi alla vita vera del mondo) immersi in una notte senza fine, allucinata, tra incubo e struggente finzione.
La struttura del romanzo appare come il risultato di una personalissima elaborazione di elementi tratti da diversi autori della letteratura: latmosfera ricorda quella del Purgatorio dantesco, poich tutti i personaggi sembrano in attesa della beatitudine promessa, sospesi fra il ricordo della propria imperfetta vita letteraria e il desiderio della visione suprema che li affiancherebbe agli essere umani. Simbolo di questattesa, come dicevo prima, il ponte che sovrasta la valle e resta a lungo lo scenario di micro-eventi, emozioni e perplessit, fra ripetuti indietreggiamenti e piccoli avanzamenti che sembrano reciprocamente annullarsi, come le provvisorie decisioni sul da farsi via via dibattute. A Dante rimanda pure luso abbondante dellallegoria; per esempio, la Torre rappresenta, come svela Beatrice, la misura incolmabile delle idee. Ogni piano un cielo in cui brillano le idee generatrici delle opere. La Torre cresce e sinfinita di nuove idee per emanazione divina attraverso gli autori. Questa torre, non si pu fare a meno di notarlo, lesatto capovolgimento di quella di Babele, torre del caos e della disgregazione verbale, mentre qui il decimo cielo rappresenta la Parola di Dio, dalla quale la parola umana discende.
La personalit, invece, e gli atteggiamenti psicologici dei personaggi ricalcano quella sottigliezza intellettuale, quel complesso e sofistico ragionare propri dei personaggi pirandelliani e quella drammaticit di sentimenti estremi che caratterizza gli eroi tragici di Shakespeare.
I dialoghi a tesi fra i personaggi rimandano, invece, a quelli del filosofo Platone per la ricchezza delle metafore, la qualit poetica e la vibrazione del sacro che li animano.
Infine, il sogno di riunire tutti i personaggi e i libri della letteratura simile a quello della Biblioteca universale di Borges.
Perfino il linguaggio fatto di tpoi letterari e come infarcito di continue citazioni che per non appaiono pi tali, perch convergono in una pronuncia soale tutta peraltiana, a met tra sogno della lingua letteraria (spesso anche fiabesca ed oleografica) ed il realismo del linguaggio comune. La sua qualit dominante, lirica ed effusiva, porta in s limpronta del lungo esercizio poetico dellautore, ma anche del suo spazio interiore, delicato e spirituale.
Potrei ancora continuare in questa disamina, ma ritengo bastino queste osservazioni per sottolineare come le caratteristiche dei diversi autori letti da Peralta si siano amalgamate in una concezione unitaria, armoniosa e singolare. E come, in ultima analisi, come prima accennavo, anche questo romanzo sinserisca allinterno della filosofia della soalt che cosa tutta peraltiana, cio di quellamalgama di sogno e realt, in cui, come scrive acutamente nella prefazione Sandro Gros Pietro, che ne anche leditore, tenta il teatro nel teatro, la pittura dentro la tela, il significato oltre il significante, lindividuo fuori dalla storia, la verit fuori dal mondo.
Questo romanzo rivela anche una solida eticit ed una centralit cristica, cos da determinare anche una lettura nuova di certi capolavori della letteratura, come accade per K., protagonista de Il processo di Kafka, attraverso la bocca del Padre, uno dei Sei personaggi in cerca dautore di Pirandello; cosi come nuova la lettura del mito di Narciso per bocca di Beatrice.
Ogni personaggio di questo romanzo rappresenta una qualit umana, una sfaccettatura psicologica molto evidente: Sonja la fede nella Bellezza e nel Sacrificio di s, Sierva Maria lamore al suo pi alto stadio di purezza ed elevazione spirituale; K. la ricerca di unidentit, ma anche luomo, che non accogliendo in s la colpa, non sa amare gli altri; Pinocchio lincontro fra materia cosale e materia umana, ma, in senso pi lato, la fantasticheria e linfanzia; Amleto il disagio dessere, il dubbio; Orfeo il poeta che vuole trarre alla luce laltra faccia del canto; Euridice la consapevolezza che con i sensi non si pu conoscere la verit; Odisseo la curiosit per le cose terrene e, in genere, i valori del mondo pagano; il Padre ( uno dei Sei personaggi in cerca dautore) il rimorso del peccato ed il desiderio di redenzione.
Tutti i personaggi, questi e gli altri che non ho nominato, sono, per accomunati dalla consapevolezza della necessit e dellutilit della letteratura, pur soffrendo per la loro natura di creature soltanto sognate dalluomo. Facciamone parlare alcuni, uno dopo laltro:
Beatrice (parlando ai personaggi): Anche se siete solo delle Ombre, grazie a voi luomo partecipa del mistero della vita, ovvero della Bellezza della creazione.
Il Padre: Attraverso di noi luomo si guarda vivere, facendosi pi umano; a volte pi estraneo; oppure si distrae, semplicemente, o si scopre divino.
Odisseo: Noi non siamo nati Ombre per inseguire la vita, ma per rappresentarla agli uomini come in uno specchio affinch attraverso di noi () si prodigassero per seguir virtute e conoscenza e mettersi in cammino verso la verit.
Sierva Maria. I libri sono la prova e la giustificazione estetica della nostra strana e favolosa esistenza.
Amleto: Ora ci giunge il respiro accattivante dei libri che ci tiene tutti abbracciati e siamo noi quel respiro che spiraglio di luce.
Sonja: Le lacrime versate e raccolte nei libri bagnano gli occhi di qualche gentile lettore, ne innalzano lanima e la purificanoC bellezza nei libri! E i libri, non sono forse il corpo con cui abbracciamo il mondo?
Adesso veniamo alla trama del romanzo, sebbene i fatti siano davvero pochi, per cui preferirei parlare di alcuni punti vitali, psichico-emotivi: K. arriva nel Castello dove trova riuniti i personaggi della letteratura di tutti i tempi, ai quali Beatrice, la musa di Dante, promette la visione del Decimo cielo. Tuttavia, anche dopo questa promessa, i Personaggi tentennano fino al punto di stare per cedere al consiglio di Odisseo di bruciare la Biblioteca e fare cessare per sempre la produzione dei libri, cos che le loro anime, liberate dal sogno, possano emigrare nei corpi degli uomini per vivere un nuovo e vero romanzo. A lui si oppone, e ovviamente, Montag, leroe di Fahreneit 451 di Ray Bradbury, che esalta la Bellezza custodita nei libri e, citando il passo dellApocalisse, in cui si dice: Furono aperti i libri e fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ci che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere, la investe di unaura di sacraIit. La stasi della scena viene interrotta dallimprovviso salto di Pinocchio dal ponte e dalla sua morte in una chiazza di sangue che , secondo lopinione del Padre dei Sei personaggi, la prova che il burattino morto e vissuto veramente, che vera fu la metamorfosi dalla sua natura di legno allumana natura e che, dunque, sar per loro pi semplice, essendo pi vicini al vero, avverarsi. A questo punto si inserisce il discorso di Don Chisciotte che espone la teoria della soalt peraltiana, sostenendo che il sogno non fantasia ed ha il primato sulla realt che esso stesso genera. Successivamente prendono la parola le Cose stesse che cercano di dissuadere i Personaggi dal volere vivere in un mondo abitato dal caos e dalla follia informatica, incitandoli a tornare nel Castello: esortazione che viene rafforzata da quella del Padre che mette in risalto la necessit per gli uomini di rinunciare al male. Anche Odisseo, eroe pagano, comincia a capire che il passaggio verso limmortalit va cercato in profondit attraverso il ponte verticale, cio attraverso unascesa spirituale realizzabile solo grazie ad una guerra giusta ed altruista per salvare la specie umana dagli umanoidi. Ancora una volta il dialogo fra i personaggi viene interrotto dallirruzione di alcuni uomini- rinoceronti (con evidente allusione a Jonesco), uno dei quali si ferma, mostrando di reggere sulla groppa nientemeno che Pinocchio redivivo, il quale chiede laiuto degli altri per lottare e rinconvertire i rinoceronti in esseri umani, nella convinzione che Finch c fiaba, c ancora speranza per luomo!, cos come lapparizione di un liocorno testimonia la necessit per gli umani di storie, di favole e di poesia. Infine i Personaggi conquistano la visione del decimo cielo, cio la Galassia dei segni, il paradiso della scrittura, lEmpireo in cui campeggia lalbero della Visione.
Questi nodi narrativi costituiscono loccasione per una serie di dialoghi e monologhi, anche se in questo romanzo la differenza fra le due cose molto sottile, poich anche i monologhi si riverberano sulla psiche degli altri personaggi determinando mutamenti, dubbi, sentimenti corali.
Per finire, va sottolineato che tutti i Personaggi, anche quelli pagani, compiono, di capitolo in capitolo, un percorso verso lAmore cristico e che per questo che diventano degni della visione del Decimo Cielo. Dice, infatti, Sonja, la pi ardente e quasi mistica fra i personaggi: Lamore e la compassione saranno il nostro progresso spirituale e, ancora, Solo lamore riconduce il mondo a Dio.