Pubblicato il 04/01/2021 13:45:38
Una giovane donna fece il suo ingresso nel salottino e Laura Stellarn si rivolse a Jacob, cambiando discorso. Fulvia. La mia pupilla e nipote, figlia del mio amato fratello che ci ha lasciati ormai da tre anni. Jacob si alz e rimase in attesa. Vorrei che voi foste il suo maestro di Scienza e di Lettere. So bene che dovrebbe essere un uomo di chiesa a farlo, eppure preferisco cos, tanta la fiducia che mispirate. Mi fate un onore del quale non posso che ringraziarvi. Lintelligenza di Fulvia e il suo spirito puro vi saranno daiuto. Jacob la guard. Il colorito del volto aveva un che di carnale che lasciava intuire una sensualit apparentemente nascosta in occhi di fredda indifferenza; l dove, invece, la bocca a bocciolo era come una promessa di piaceri. Laura Stellarn continu: Potreste venire in questo palazzo ogni mercoled e dedicarvi a istruire la mia Fulvia su quanto c di nuovo nel nostro mondo e, naturalmente, a migliorare il suo francese. Lei seguita gi dal suo confessore per la fede e per la dottrina. Con la vostra guida, io credo, la sua educazione sar completa. Fulvia taceva: la sua espressione era di cortese ascolto. Osservandola, Jacob si sent a disagio. Naso retrouss, labbra simili a un frutto squarciato e, ai lati della bocca, due leggerissimi solchi, forse creati da una precoce diffidenza verso gli uomini e verso la vita, che contrastava con una morbida offerta di s, palese nei movimenti delle mani difane. Par endroits, pens Jacob, esibite come aduse ad avvolgenti abbandoni. Fu tentato di rifiutare: avrebbe voluto dedicarsi alledizione del Trattato e non a educare allieve per la vanit di nobildonne veneziane. Decisiva fu la conclusione della proposta: Naturalmente, il vostro impegno sar ben retribuito. Se siete daccordo, potrete cominciare dalla settimana prossima. Laura Stellarn si alz; Jacob prese commiato e usc. Non vide Camillo e decise di tornare a La Campana. La pioggia era cessata. Le strade sembravano piene di animazione: molte case, che a Jacob erano gi apparse tendenti allimpenetrabilit, avevano i portoni spalancati. Fiaccole, appese ai muri o tra le mani di persone vocianti, creavano riflessi quali immagini iridate su selciati e pareti. Tremule luci, ineguali penombre, sfoggi daccatto. Accanto alla gondola di un venditore di dolci, uomini e donna che chiamavano e si rispondevano. Uno sciancato con bocca priva di forma pass muovendosi a scatti. Si addentr in strade buie, l dove figure di uomini divenivano man mano pi rade. Dentro una stanza illuminata da una candela infilata in un collo di bottiglia, una vecchia si toglieva dai capelli antiche crosticine. Vapori impalpabili ristagnavano sugli stretti canali. Cominciava a riconoscere vicoli e campielli, angoli di palazzi e fittoni sbrecciati. Laura Stellarn gli aveva mostrato stima e simpatia; certamente, avrebbe avuto un appoggio anche da lei. Nel frattempo sarebbe stato precettore per Fulvia. Conciliare il mestiere di aio con quello di filosofo teso a studiare ipotesi per la conoscenza del mondo: una sorta di molla a spirale che avrebbe applicato alla ruota del progredire dei giorni veneziani. Nellora ormai tarda i suoi occhi azzurri guardavano oggetti resi vaghi dalle ombre notturne mentre, senza motivo apparente, ricordava quelli scuri di Fulvia. In essi non aveva visto cenno di autentico interesse, ma ambigua suadenza, un ammiccante pendant col movimento delle mani, agili ali nei luminosi saloni di Laura Stellarn.
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