Pubblicato il 08/08/2023 17:32:58
Mi piacerebbe venire a trovarti un giorno, ma per adesso sto cos, e quello che dovevo fare non l'ho ancora fatto; e forse non lo voglio ancora.
Probabilmente ci vuole pi coraggio di quanto ne ho adesso, o di quanto ne ho avuto finora; non so. che forse misurarsi con altri significa anzitutto misurarsi con se stessi e non cercare altre scuse, tipo questa. E so quanto non ti piacciano le persone che cercano scuse. Ma forse non nemmeno una scusa ed davvero il non volerlo ancora. Non per davvero almeno.
Mi piacerebbe venire a trovarti un giorno ed essere ancora amici, di nuovo, daccapo. Essere ancora amici, poterci scambiare parole, esperienze, missioni, visioni, battute. Chess, bere assieme magari.
Mi piacerebbe poter essere alla pari, o all'altezza dell'idea che ho di te. S, forse perch davvero necessario scindere l'idea di un artista dal suo senso umano, personale; in fondo certi tipi di sensibilit sono da custodire come il pi intimo dei tesori, dei segreti, o delle armi che possono distruggerci. E non si pu doverle condividere. E poi anche possibile che l'idea dell'artista che uno si fa non sia poi cos rassomigliante alla persona in s, o no? Magari non mi sarebbe piaciuto Caravaggio come persona, pur amandone l'arte.
Chiss, mi chiedo, com' che si forma un'emozione che da vita all'idea, all'intento stesso prima che al gesto artistico, dove cio inizia per davvero la genesi di un'opera? Dov' la vera radice di quella vitalit che chiamiamo spesso con nomi cos disperati o altisonanti come creativit? Disperati, certo: perch se vero che siamo stati creati o anche solo nati a questo mondo, allora vero che cerchiamo di riprodurre un mistero di cui non sappiamo ancora nulla, se non nella sua fisiologia, nella sua dinamica, nella sua forma; e allora, mi dico, non forse quasi troppo pathos per chiunque? Pu una persona, chiunque, limitare l'arte alla forma, all'impatto e strapparne via l'interrogativo a suon di tecnica, di scienza, di esattezze; non ha forse l'arte stessa bisogno di mistero e inesattezze, di plausibili imperfezioni piazzate a bella vista bench perfette nell'insieme? Non forse l'arte stessa un tentativo disperato di sfuggire al baratro?
Mi diresti, credo, che semplice non mai banale perch semplice solo ci che concepisce l'enorme complessit e la rende accettabile, accessibile e fonte di curiosit. Mi diresti che vale un po' tutto, fin quando si sa quel che si sta facendo, anche senza saperne il motivo. Che l'arte non si spiega se non in s, o meglio, in noi e nel nostro mondo. E che forse credi a questa cosa o forse una bugia detta cos tante volte da rassomigliare a una verit.
Mi piacerebbe venire a trovarti un giorno ed essere ancora amici, pi di prima, come se lo fossimo da sempre. Parlare con te di queste e altre cose, e sentire le tue risposte sempre molto semplici, umili. I tuoi non lo so e i tuoi non preoccuparti. Chiss se sognavi di trovarti l dove sei o se hai sogni ancora pi alti? Se magari ti ci sei ritrovato o se forse hai gi ragione sul tuo mondo? Ah, chiss. Se ti spaccassi il cranio per guardarci dentro, probabilmente ci troverei un normalissimo cervello e tutti i suoi allegati e compromessi, nulla di pi che becera biologia, triviale materia organica.
Oppure, non so di preciso, venire a trovarti e poi non dire nulla, guardare un po' cosa c' attorno e non rischiare di fare la figura del fesso, o di quello fuori luogo, o di quello sempre un po' troppo pesante. Ecco, magari essere leggero: parlare del pi e del meno, scambiare qualche ricetta, non dover sempre correre con la testa dietro alla tua sapienza e alla saggezza che non ho. Collegare il mio di cervello e assicurarmi di non perdere la presa.
Dovrei fare mille cose e so gi che mi diresti di iniziare a farle, di studiare di pi e con pi intensit; mi diresti di essere intelligente e che per esserlo bisogna saper essere politici e cercare sempre di non offendere pi sensibilit del necessario. E che tante affermazioni non meritano una risposta, nemmeno per chiarire la tua contrariet. Gi, ma non sono mai riuscito ad essere cos. Non sono mai riuscito ad essere altro da me stesso, e non sempre un complimento.
E vorrei venire a trovarti un giorno ed essere amici, ma per ora sto cos e non ho ancora smesso di cercare ci che dovrei fare e che ancora non ho fatto, ci che dovevo e ci che dovr. E vorrei saperti amico pi che in certi casi, bench ti sappia vicino ancora come un maestro, proprio come tanti anni fa. E s, dovremmo ancora bere assieme, bench io non sia che un mediocre, un attore, un mucchio di parole e vento tra i denti. Di rado si trova qualcuno che sopravviva a se stesso e quando lo si trova si rimane storditi dalla sua pacchiana ordinariet. La gente comune non sopravvive a se stessa per pi che un tot, e puoi guardare e guardare e alla fine non trovare che banalit e senso del barocco, del ridicolo, o peggio. E forse rimarresti stupito da quanto ho nascosto bene e a fondo questa cosa nel mio io. E da quanto, negli altri, mi spaventi in realt la loro eco in me, la mia consapevolezza di avere quel che pi detesto in loro.
Eh, ma forse sono tutte scuse anche queste, e ora la smetto. Per mi sei venuto in mente oggi e mi sono sorpreso a pensarti con nostalgia e con un sorriso un po' amaro, fatto pi che altro di silenzio; mi sei venuto in mente oggi e mi sono accorto che non ricordo la tua voce n il tuo viso, e mi sono detto che ha forse poca importanza perch oramai saranno cambiati entrambi, e magari quel tuo sguardo sempre cos acuto si sar smussato sotto il peso di nuove rughe, delle occhiaie che si accumulano, di quel tuo senso di straordinaria irrequietezza che non da posa al tuo spirito nemmeno nel pi calmo dei deserti; e persino l, credo, riusciresti a trovare il modo di pescare. Ti pensavo, e vorrei venire a trovarti un giorno ed essere amici, ancora un po'.
...Bene!!!! Quando una gialla blusa protegge lanima da tanti sguardi! Bene! Quando scagliati tra i denti del patibolo si grida bevete cacao van Houten! E questattimo bengalico, squillante, non cambierei con nulla...*
*Citazione da La nuvola in calzoni, Vladimir Majakovskij
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