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Studi sull’isteria d’Impero Romano - XV

Argomento: Storia

di Giuseppe Paolo Mazzarello
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Pubblicato il 12/07/2009 21:20:55

Studi sull'isteria d'Impero: Verfall einer Empire
Del Dr. Giuseppe Paolo Mazzarello

'Je vous préviens, cher Mirmidon,
Qu'à la fin de l'envoi, je touche!'
Edmond Rostand

L'esercizio di Cyrano non è teorico: alla fine vuole l'esperienza dei sensi. In quel 'toccare' c'è l'esperienza affettiva, nella quale l'aggressività è contenuta e riconvertita. Non si può comprimere nulla che sia vitale. Se tutto non viene rielaborato dall'arte, cade sotto il giogo dell'ignoranza. La sensualità nella decadenza vuole interpreti partecipi ed attivi. L'Impero Romano d'Occidente si avviava alla sua dissoluzione mantenendo un grandioso ordine nello smembrare, riporre o disseminare. Sembra veramente di potere toccare tutto questo. Gundobaldo fu il successore di Ricimero, il giustiziere degl'imperatori. Fu lui stesso a nominarne uno, Glicerio, ma da Costantinopoli non stavano più solo alla finestra. Leone I° non approvò e mandò il suo generale Giulio Nepote con le truppe a porre fine a quel comando in AD 474. Sconfitto ed imprigionato, Glicerio venne riconvertito a vescovo, secondo prassi. Egli passò ad occuparsi di anime in quel di Salona in Dalmazia. Il senato Romano ratificò la nomina, era una formalità, tuttavia necessaria. Gundobaldo si ricordò di appartenere al popolo dei Burgundi e se ne andò a fare il loro re. Si sistemò un po' rudemente in quell'amena regione della Francia Orientale che anela al lago di Ginevra, nel quale si annacqueranno tante mire ed ambizioni. Il generale Oreste veniva dalla Pannonia, quando l'amato 'kaiser' dava i numeri volete che l'uomo della Slovenia e dell'Ungheria Occidentale restasse inoperoso? Egli era un soldato Romano, più o meno tutti lo erano, e potè solo sconfiggere e rimuovere l'imperatore venuto dall'Est. All'Ovest, per fare l'imperatore, i quarti di nobiltà necessaria li aveva solo il figlio giovinetto Romolo Augusto. Nepote si ritirò in Dalmazia dove continuerà a governare quella terra fino al AD 480, sarà bene ricordare che le coste Italiche e quelle Croate sono avvicinate dalla carne più che dalle carte. Il senato Romano votò la salita al trono imperiale di colui che, diamo qualche tenerezza a quel 'nickname', fu chiamato Augustolo. Al piccolo imperatore, oltre al suolo Italico, restava ancora la Libia, ne fece uso migliore lui di molti personaggi a seguire. 'Last but not least', gli restava l'incantevole regione bagnata, oltre che dal mare, con tepore dalle sue 'Aquae Sextiae'. Provenza: terra di ricordi, non volesti dimenticare l'amore di Cesare! Il condottiero dal grande cuore volle soggiogare quella terra a lui affine e tutto durò. Non era la sua terra madre e divenne la sua terra moglie.
Dopo tanti 'Johann' in una famiglia di Lubecca, l'ultimo si sentiva chiamare Hanno Buddenbrook. Thomas Mann vi descrive l'artista epigono ed isolato. Quello che manca ad Hanno è il riconoscimento pubblico del prestigio familiare, anche quando esso è fondato su di un valore opinabile come quello del commercio. Il commercio è una funzione, in se' priva di valore, se non connessa ad una cultura. Mann riconosceva quel difetto al suo mondo più che alla quotazione delle azioni familiari alla Borsa di Francoforte. La libera città di Lubecca non stava più in piedi da sola e tutto si andava appoggiando all politica. Se il commercio in se' non è un valore, figuriamoci la politica! Accomunati in questo trauma da caduta istituzionale, due animi sensibili come quelli di Thomas Mann ed Sigmund Freud si apprestavano al riedificazione della loro casa culturale. Si poteva salvare tutto, altro che fare da sottofondo ad un funerale. La fantasia di Mann poteva sfogarsi ricorrendo addirittura al diavolo per rendere l'artista onnipotente. Freud non si fida neppure del diavolo. Di chi si fida Dante Alighieri, lo sappiamo tutti.. Ne ricavò l'ispirazione per i suoi capolavori. Noi ricaviamo l'ispirazione per fornire alcuni numeri. Essi sono a favore, quanto a gradimento dei lettori, degli imperatori Giulio-Claudi . Alcune ragazze si sono dichiarate, con l'aria di volersi quasi scusare, interessate a Nerone. Anche il sesso vuole la sua parte. Così, fantasticando, ci siamo chiesti quale sia l'imperatore preferito dall'estensore di queste note. Ci è venuto in mente Antonino Pio, il sovrano geografo che ebbe una brava moglie, la Fausta alla quale il senato fece costruire un tempio. L'ispirazione è imperatrice delle opere: la nostra, dopo averci fatto affidare al Padreterno, ci ha portato dall'imperatore che ha trovato una brava moglie.




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