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Eco di polvere


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Pubblicato il 20/04/2020 12:00:00

 

XI

 

 

Se questo silenzio è l’eco di polvere

sul disordine di abbandoni inspiegati e delle colpe-

se le madri anche avessero sbagliato

nella bontà, se nella semina

avesse avuto radici storte il seme

e il tropismo della terra non ne avesse corretto

il verso, servirebbe ora sfasciare

- invocato, dei semi maturi, il dio - per ricostruire a norma,

a norma sgusciare come il giorno

nella chiarità- origine, distesa arata, solco.

 

 

XVII

Penso, molto semplicemente, che l’acqua sia l’immagine del tempo.

Iosif Brodskij

 

 

Comunque guardarsi intorno

da un punto distante, avvertire

nella fatica d’argine- agitarsi il fondo,

acqua anarchica nel ribaltamento.

Sarà questo gonfiarsi d’anse rabbiose

a condurci dove si rammendano le colpe,

inconsapevoli di cosa rimarrà

nell’iride della mancanza,

quando spossati torneremo

-nel nulla, nel tutto - che siamo.

 

 

XVIII

 

 

Ogni singola cosa, già era in nuce

e tutto comprendeva.

L’anima se c’è nasce già pronta,

mia amata Cvetaeva. Ogni parola un’eco

ridondante la viva presenza,

anche del silenzio

se nella distanza intercostale era

-il perdurare del lampo - interstizio d’ala,

luce solenne di vita nascente,

come d’albero, da dentro.

D’albero e non casa.

 

 

 

[ Opera III classificata al Premio Letterario Nazionale Il Giardino di Babuk - Proust en Italie, VI edizione 2020, sezione Poesia ]

 


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