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Ti dedico i miei occhi

di Izet Sarajlic 

Proposta di Redazione LaRecherche.it

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Pubblicato il 14/02/2012 17:25:46

[ Proposta da Elio Pecora su facebook ]


E' appena stato pubblicato da Einaudi un piccolo libro di un vero grande poeta bosniaco nato nel 1930, morto nel 2002. Il suo nome è Izet Sarajlic. IL libro è intitolato "Chi ha fatto il turno di notte". La traduzione italiana è di Silvio Ferrari e rende intensa ed efficace anche nella nostra lingua questa poesia. L'invito è di leggere e di rileggere, come tocca alla poesia quando nasce da necessità e quando, come questa, è più che rara. Dovrebbe bastare a far sentire poeta lo stesso lettore se, messa da parte la vanità, sa cedere a chi ha saputo esprimersi e appropriarsi del molto che gli viene consegnato. Trascrivo una poesia d'amore intitolata "La dedica",scritta nel 1955.

Ti dedico i miei occhi, le mie labbra, i miei denti.
Le poesie? Che te ne fai delle mie poesie scritte perchè
non sapevo tacere?
Che te ne fai delle mie poesie che non ti possono amare?

Com'è bello che non siamo né uccelli né devoti
all'imbrunire
e non abbiamo le ali ma le braccia.
L'ultima cosa che ci attende non può essere la nostra morte,
perché i desideri del nostro sangue da qualche parte devono 
continuare.

Tu sei una donna piccola,
tu sei una piccola donna,
e un immortale agosto ti ha portato nelle mie ballate.
Resta col mio ti Amo che sopravviverà a tutte le mie
lamentevoli nenie, a tutte le mie trasformazioni.
Resta accanto ai miei occhi.

Sopravviveremo a noi stessi, non solo nel tumulo delle 
nostre tombe,
perchè abbiamo saputo, abbiamo saputo, teneri 
e superbi,
fuggendo dai coltelli e dalle granate, uccidere gli angeli
in noi,
continuando a restare angeli.

Posteri, cercateci qualche volta seguendo un filo rosso,
solo i nostri corpi giaceranno sotto la terra muta,
ma calpestate piano,
per non ferire le nostre labbra,
e per non pestare i nostri sguardi morti.


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