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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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graffi d’un giorno senza sole.

di Filippo Di Lella
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Pubblicato il 01/05/2017 12:38:38

Giornata buia, senza cuore.
Le impressioni si sovrappongono come in un quadro di Bosch, di Brueghel... Sembra che i cani possano strappare carni dai cadaveri di uomini-gatto trascinati al suolo dalla loro insolenza, dal suono discutibile e imperioso che proviene dal fondo alienato delle cose e dei desideri.
In mezzo al massacro quotidiano, all'omicidio premeditato delle idee e dei sogni, lì in un angolo un po' scuro e illuminato da una flebile candela, c'è un musicista senza più note, pare le abbia spese tutte, sembra che abbia regalato il suo intero spirito in cambio d'un bicchiere, due noccioline amare e un po' di lanugine proveniente da chissà quale tasca; il cielo sembra essere marrone con venature verdastre.
Una moneta fuori corso rotola piano in direzione di un tombino già allagato, ha smesso di piovere da poco ma forse ricomincerà a breve.
Uno specchio rosso rimanda immagini di devastazione e compromessi, una stretta di mano tra il banchiere pingue e il prete sazio sancisce il definitivo passaggio dalla povera tenebra del mattino alla vergogna della sera; si farà un festino con banchetto d'ossa e caramelle, scorrerà vino sulla croce di Cristo e si copriranno d'oro le immagini dei santi.
Il non-musicista senz'anima, dal suo angolo, osserva con ottusa curiosità da dottore miope l'impressionante serie di ammazzamenti che si stende sui campi, egli è ancora poco più d'un bimbo e il pelo ha appena iniziato ad adombrarne i lineamenti del viso, ma conosce l'esattezza equa del girare delle ruote: il sangue degli uomini servirà ad oliarne l'asse, il patto è stretto, i muscoli dei morti saranno carogne da dare in pasto a cavalli marci.
I pochi vivi rimasti sulla scena s'accalcano nella stessa direzione, cercano pane per il loro io, solo il non-musicista sta in disparte.
La condensa che si forma sulla cima dei palazzi assume una nota di azzuro-giallognolo, il nero è il ricordo di roghi più antichi, un palo conficcato nella clavicola dei beni passeggeri, tra cui la vita del pianeta, svetta issando una bandiera fatta di spine.
Cadrà ancora pioggia, come una manto o una coperta fredda, cadrà ancora per coprire la triste consapevolezza degli incubi atroci mentre il mare resterà a guardare come sempre.
Giornata buia, senza cuore e si è spento un altro pezzo del nulla che colorava colando la mia infanzia.

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