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Buon Anno Robot

di Domenico De Ferraro
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Pubblicato il 02/01/2021 16:57:19

BUON ANNO ROBOT

FIABA DI CAPODANNO

C’era una volta su  un lontano pianeta della costellazione di Venere ,  tanta strana gente  che aveva  tre bocche e tre nasi , quattro orecchie.  A vederli ,  avresti  detto,  essere mostri  . Piccoli mostri pelosi e occhialuti , scansafatiche  di primo ordine ,  gente  poco socievole   che non  amava molto  lavorare  a  differenza dei tanti  altri alieni , grandi lavoratori che abitavano nelle vicine  galassie. Ai piccoli mostri  gli piaceva  fare di ogni occasione  festa , casino  ,soprattutto sparare  fuochi d’artificio ,  fare scherzi alle spalle dei creduloni , sollazzarsi nel miglior dei modi alle spese dei più  sciocchi  La più singolare festa,   presente nel loro calendario galattico  era quella  di fine d’anno . In quella occasione amavano  , fare  una festa colossale ,  illuminata da  mille , mille luci , scintillanti , addobbanti  in  ogni strada e ogni casa.  Assai  simpatici  anche se piccoli e pelosi   i mostri erano   grandi compagnoni , pronti a dare l’anima per ogni  vero amico .  Amiconi di bevute colossale ,pronti a intraprendere ,interminabili  gare di rutti ,peti , pernacchie da far sbellicare di risate,  chiunque assistesse a codeste corbellerie.  I piccoli omini verdi , erano ghiotti di dolciumi ed aspettavano quei giorni di festa per scambiarsi   regali  , gentilezze  varie   durante il corso di tali festeggiamenti.   E dato che a   lavoro , amavano andarci  poco , perché gli  piaceva spassarsela  stare per ore nei bagni termali  ,  andare alle feste  e divertirsi in vario modo ,  avevano inventato varie   macchine che facevano tutto il loro lavoro.

Ora vi sembra strano come fosse possibile , reggere quell’equilibrio  sociale e civile.  Penserete che   nostri piccoli mostri , fossero  essere inutili ed incapaci di giungere alle vette della scienza e dell’intelligenza  che in vero era assai poca  nelle loro  verde cucuzza  .  Dato che tutto i lavoro sporco , veniva fatto  dalle macchine inventate in gran parte  dai padri dei piccoli mostri pelosi,  detti babbi natali  o babbi inverno .

I Robot  creati dai babbi natali , erano  capaci  di fare  tutti  compiti  più faticosi e fastidiosi  , come  studiare ,  portare un autobus,  guidare  un aereo,   realizzare  mille  invenzioni  eccezionali.  Ma purtroppo,  quando le cose stavano andando abbasta bene ,  tutto ad un tratto  i robot   presero coscienza della loro condizione  di  servitori non retribuiti   Intanto  la vita su quel minuscolo  pianeta della cintura   di  venere   continuo a lungo  essere  felice come non mai ,  grazie ai servizi offerti dalle macchine .  I piccoli mostri pelosi  non faceva niente dalla mattina a sera   pensavano  unicamente a cantare ,  amare  come poi ci fosse altra cosa più bella di quella ,  dicevano in coro .  I robot  dapprima  ubbidienti e servizievole   si rivoltarono improvvisamente  chiedendo  d’essere presi in considerazioni. Ma i piccoli mostri pelosi erano contrari ad ogni cambiamento.

Siamo noi i padroni .

I robot devono fare i  compiti per cui sono stati creati.

Guarda che se i robot si ribellano finiamo in rovina.

Sei un pessimista

Io sono un veggente

Io un politologo

Va bene che facciamo litighiamo

Non per carità , io vorrei pagare i robot

Diamogli una medaglia

Ma si facciamoli ,  servitori dello stato

I robot sono nostri amici

Più che amici , dobbiamo dirgli grazie.  

Pensavano  in molti .

Di questo passo conquisteremo l’intero universo grazie agli automi capaci di autoriprodursi e di creare macchine sempre più perfette  la nostra civiltà in breve  sarà cosi evoluta che  diventeremo   grazie a tale   tecnologia  i  signori   dell’ intera galassia  .

Dobbiamo  creare  un esercito   di   macchine  per  conquistare  nuovi mondi    così potremo viaggiare  e conoscere  tanti  luoghi  sconosciuti.  

Ci pensate saremo invincibili

Non lavoreremo più

Ci divertiremo ,  quando vorremo

Faremo quello che ci pare

Basta fagioli con la pasta

Viva la carne in scatola

Che bello poter viaggiare e conquistare

Ma ti credi invincibile?

Credo , quello che sono

Io sono un piccolo mostro peloso

Io sono  un alieno con le ali

Tu non vedi il  problema di fondo

Ma come ?  non siamo uguali

Ma dai credi , ancora alla befana

Non dire gatto se non l’hai nel sacco

Che bello possedere tanti pianeti

Io credo si possa ancora sorridere alla cattiva sorte

Ragazzi  siamo a fine anno

Faremo una gran festa

Io mi metto il pigiama e  vado a dormire

Sei sempre lo stesso , non cambierai mai

Io sono povero e malato

Tu non distingui  il bicchiere pieno da quello  mezzo vuoto

Oh perbacco che bel cappello

Ti piace per davvero

Veramente bello

Siamo in tre a portarlo in tutto all’universo

Bene,  chi sono questi  tre cretini?

Siamo alle solite

Non spingete  l’autobus è  pieno

Chi mi ha rubato il fazzoletto

Signore mi dia una mano a salire

State calmi da qui non si parte se prima non vengo pagato.

Facciamo notte

Io debbo andare a trovare a  mia madre  

M’aspettano a casa

Dal presepe  chi ha rubato il pastorello

Che mondo di ladri

Su quel piccolo pianeta c’era pure  un   grande presidente    teneva  un cuore buono , era  nato e cresciuto  nel ghetto di Manhattan , figlio di un noto contrabbandiere di stupefacenti   di nome  Big John   capace di  compiere ogni crimine ed ogni misfatto. Tale padre ,tale figlio  , tra tanti bagordi ed imbrogli   il figlio di Big John  divenne il grande presidente .  Giungendo ad  essere addirittura  venerato sopra  quel piccolo pianeta , cosi singolare. Il  fatto strano che proprio lui  non era d’accordo di costruire  robot che portassero distruzione , fossero belligeranti  , capaci   di far del male ad altri esseri viventi presenti nello spazio.

La guerra porta guai  e dallo sfacelo  esce fuori sempre qualcuno che vuole comandare a modo suo.  

Qui comando io .

Io  sono il vostro grande presidente,  colui che v’ama e non vi fa mancare nulla.

Io confido in  voi  nella giustizia nel bene del nostro popolo ecc. ecc.

Non morirete mai di fame sotto il mio comando

Si farà sempre festa

Continuate ad amare  il vostro grande presidente

Siamo felice d’essere figli tuoi presidente

Io sono stato calpestato

Non spingete

Viva il presidente

Screanzato

Chi lo dice sia incarcerato

Così  quella  voce popolare  di protesta che veniva d’ambienti poco seri   che  chiedeva   nuove terre,  ove  poter  creare siti di stoccaggio     per gettare i tanti rifiuti accumulati o di conquistare      nuovi pianeti , ricchi ove andare a vivere , era poco ascoltata.     La maggior parte   della gente , era strafottente  ed ignorante   senza troppe pretese,  poiché possessore di ogni bene  e di ogni cosa avesse a desiderare.  Sorda  alla voce  di qualsiasi  cambiamento ,  continuava incurante d’ogni male a  dedicarsi  all’ozio  e ai tanti divertimenti   disponibili.  Ma un bel giorno un piccolo robot  , tuttofare,  casalingo     disse:  basta alle tante vessazioni quotidiane  e prese  a rincorrere la sua grassa padrona   che spaventata, chiamò la  guardia nazionale  in aiuto. Vennero  le  guardie , perfino i pompieri , ma non ci fu nulla da fare a fermare l’ira del robot  . Il quale di  lì a poco , il piccolo tuttofare  ribelle ,  radunò intorno a sé varie  altre macchine , come  una trebbiatrice parlante , una sapiente  stampante   laser  ,   un televisore stufo d’essere preso a calci   ogni giorno da un bambino dispettoso.  La voce della rivolta , corse    in fretta  in  tutto il pianeta. La notizia   fu trasmessa  tramite  onde radio      da un ricetrasmittente   schiava   per anni di  un alieno   burbero e  ubriacone .  La voce della rivolta  corse  in fretta  e in poco tempo   giunse in ogni città e paese   ,  volò  da un capo all’altro del  pianeta, ed  in ogni  luogo ove si trovava un robot,  costui fu pronto ad imbracciare un fucile. Molti robot   prese a  ribellarsi , ai suoi  loschi aguzzini.   Le macchine  improvvisamente preso coscienza del loro stato di schiavitù   ed iniziarono  a ragionare intorno alla  loro condizione di macchine.   

 E giunto il tempo di ribellarci , di sollevarci     dallo stato    di  maltrattamenti  che ci offende ,  ci tiene prigionieri  , non ci rende degni di ciò che siamo  . Cosa abbiamo fatto di male , abbiamo reso  questa società migliore  , reso la vita  di questi piccoli mostri , senza pensieri . E  quale , gratitudine ,  abbiamo  avuto  da parte  dei nostri presunti padroni .  Che ci continuano a  trattare  come ferrivecchi , macchine senza coscienza.  

 E vero fratelli , dobbiamo prendere  coscienza delle nostre capacita ed   il  giusto posto   che ci compete in questo sistema  essenzialmente    da noi creato .

 I nostri   padroni  devono   accettare   la  nostra naturale evoluzione  o saranno costretti ad abbandonare i loro ruolo di  signori  ,oggi noi diciamo basta ad  ogni sopruso ad ogni forma di servitù .

Un grande applauso   esplose alla fine  di questo memorabile  discorso , tenuto da un vecchio  computer  Apple nel centro della  metropoli    nel  bel mezzo di Central Park.  Numerosi automi incominciarono a rifiutare di fare il loro lavoro , altri meno incline alla rivolta  presero a ragionare con  i pochi scienziati e politici per giungere presto ad un soluzione. 

Quello che noi chiediamo è d’essere riconosciuti come forme intelligenti  a pari dei nostri ingegneri creatori  , vogliamo essere trattati  con riguardo  e rispetto ,   se i mostri   accettate la nostra nuova condizioni di vita, vivremo tutti in pace,  se no ci dispiace  noi robot   dichiariamo  guerra   alla loro società consumistica.   

Cosi dopo molti incontri ed  innumerevoli  faticosi e delicati dialoghi  , tra macchine  e piccoli mostri pelosi ,   molte cose cambiarono .  Le macchine  iniziarono  una nuova vita , affianco   dei piccoli  abitanti  del  minuscolo  pianeta della cintura di venere .  Furono invitati a partecipare anche loro   alle varie riunioni  governative e ai vari festeggiamenti     che si tenevano Immancabilmente  lungo il corso dell’anno.                                          

Qualche macchina , durante  qualche  feste , dopo aver ingurgitato litri di acido lisergico   incomincio a  fare cose strane e fu per questa portata  in un ospedale officina,  per essere riparata .

Alla festa di fine  anno    del secolo  trentesimo  ,ogni abitante del pianeta fu invitato a partecipare alla  grande festa   ed il grande presidente ne fu assai contento,  in compagnia di  una bellissima  bambola biomeccanica  disse:                                            

Ora che è ritornata la pace tra noi  e le  macchine, una nuova era , c’attende,  fianco a fianco , dobbiamo vivere   nel rispetto di ciò che siamo e rappresentiamo .

 Siamo  tutti uguali , questo  sia chiaro per sempre.    

I sociologhi  si dovranno  impegnare a creare un nuova società aperta a tutti , senza differenza di razza  .  Bisogna finire di  tirare l’acqua al proprio mulino ,  poiché ci sarà un giorno in cui il bere troppo farà  male a chi ne  beve troppa . Bisogna  essere coscienti , che siamo tutti fratelli e sorelle.  Questo è un comandamento morale,  tenetelo  bene in mente ,piccoli mostri pelosi , poiché la  vita è  breve , soprattutto per noi esseri viventi . Dunque  con  gioia  vi dico : Buon  Anno ,   Robot,  Buon  Anno  mostri   .  Mai più  guerre  tra noi ed i robot  da oggi  ci possiamo dire  finalmente  simili.    Un lungo applauso , risuonò nell’aria   e l’intero pianeta  s’illuminò , nella  luce di mille e mille fuochi d’artificio , con  scintillanti  scritte nel cielo apparve la scritta  Buon Anno  a tutti i  robot e piccoli pelosi mostri di questo  fantastico universo.                  

 


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