Giaci sotto il temporale tra l’erba
Scintillante umida e fresca
Con i piedi immobili quasi azzurri
I capelli impastati di terra e di verbasco.
Il viso mi si è infiammato
Vedendo come sei morto.
Dicono fra monotoni lamenti
“Sembra che dorma” le altre
Che non ti hanno dato baci.
A me anche la pioggia brucia come fiamma
Ora che il tuo respiro è nulla.
Balbetto nel dirti l’ultima volta: a Dio!
Per te domani mi vestirò d’abiti bianchi.
Ho troppo lutto per mostrarlo. Ma ora
Lasciamogli il silenzio. E che vada solo
Poiché era coraggioso e detestava il pianto.
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