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RICORDARE

di Pietro Menditto
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Pubblicato il 05/11/2011 16:44:05

Quello che adesso ricordo

mentre l’ombra di qualcuno

incrocia, comprende la mia

è che ricordando

ricordo un ricordo qualunque

incolume per la grazia dell’Uno.

 

L’ombra in cui la nostra giace,

si smarrisce e muore,

pure è consolata dalla pace

                   di un eguale dolore.

 

Cerchiamo il memorabile

dove questo non ha dimore,

ma il bambino l’ha già trovato

nella fanfaluca che stringe in mano

nel sazio vuoto pomeridiano.

 

Guarda: immota è talvolta la tua vita

nella delizia dell’inconsapevolezza

e ad alcuni pure talvolta

quella prodiga l’eredità improvvisa

di un giardino di memorie.

 

E lì si aduna lenta

la fola di quelle

                           in un lacrimare

sospeso di storie

che invocano il giusto titolo

il nome fresco che a stento

leggi sul muro

                        dell’anima intenerito.

 

Quello che reclama il tempo

non è un’ingiuria di peccato

ma un perdono indifeso;

che si intrecci

una linea all’altra

e insieme si perdano a un indefinito

che s’abbeveri

all’offerta plausibile della sorgente.

 

La luce d’estate si libra una col vento adesso

sull’acquiescenza di esausti, sbandati pianeti

sulla distesa inebriante di quel negro mare;

i nostri anni va intanto seducendo il silenzio

del principio che ormai non può più parlare.

 

                                                                  (1977)



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