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La fabbrica degli angeli

di Franca Alaimo
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Pubblicato il 19/03/2012 19:34:47

Poiché, a quanto sembra, la fabbrica degli angeli non chiude mai i battenti,

C’è un continuo bisogno di materia prima: pelle morbida, occhi trasparenti

Come un pietra di carbonio puro, tendini freschi e molecole innocenti di bambini.

L’angelo scuro li raccoglie  come mazzi di fiori da ogni dove:

Da un bus che si schianta contro un muro, da una scuola sperduta in un villaggio

Che si accartoccia tremando come foglia, da una barca che naufraga in mare aperto

E diventa una bara di salsedine  e soli agonizzanti;

Li battezza di nuovo con nomi che sanno d’aria e d’acqua sorgente

E li dota di un paio d’ali attaccate alle scapole per scendere ogni tanto

Sulla  terra e lasciare una piuma  sui pavimenti delle case e qualche petalo di giglio.

Quelli che restano li vedono risalire di slancio sollevando i piedini luminosi

E lasciare una scia di polvere d’argento come le lacrime di San Lorenzo

Che non danno il tempo di dire lo stupore e sono già svanite.

Però mi chiedo: perché aggiungere perfezione a ciò che è già perfetto?



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