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Assenza

di Pietro Menditto
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Pubblicato il 26/06/2012 14:42:17

La casa dove attendere confinava con il giardino.

 

All’orizzonte morbide ombre fasciavano

i fianchi remissivi delle colline, come pepli.

Ricordo in gola la nostalgia, il suo cordoglio.

 

Una gioia occulta asfissiava gli uccelli.

 

Sebbene non fosse ancora divenuto il passato

quel tempo prendeva posto con orgoglio

al passaggio del suo trionfo sentimentale.

 

Ora è l’unico bene tra le cortine di questi

sordidi silenzi ritti intorno alla pietà attonita

alla cura che stenta si leva sulla mistica rovina.

 

Torturare il tempo al suo muro germano

non servì che a ebeti suffragi d’oche, alle loiche

favole, all’ebbro pathos delle parabole.

 

Prova a dire il numero di quest’anno innumerabile

a chiamare luce la lisa seta rivoltata della stagione

che frecciava orgasmi a deviare alle rondini le rotte.

Trova nella notte la forma che sia martire del giorno.

 

Non tu, ma il desiderio di te mi ha ispirato

una bibbia dai fogli immacolati.

In questo vuoto dove vigoreggia acuto il male

giro intorno alla stalattite della tua assenza

come uno senza più anima, eppure un animale.



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