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La formula

di Pietro Menditto
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Pubblicato il 30/12/2012 12:56:46

 

   LA FORMULA

 

Egli afferra tutti

e non c’è chi afferri lui.

Sepher Zohar

Il fedele pastore

Ra’yà Mehemnà

III, 225a

 

   Povero Albert, alla fine che fine!

 

   Il cervello a fettine in giro per gli Stati

   Uniti da chissà quale formula finale

   e per un mondo anch’esso sempre a pezzi

   ma per l’antica scissione: quella sì originale!…

   E il resto cenere, naturalmente! Come a Hiroshima

   e Nagasaki, e come verbo transitivo il “nucleare”…

 

   E’ profondo, profondissimo; chi lo può trovare? [Eccl. VII, 24]

 

   Alla fine, qualsiasi impiegato degli States

   masticando chewing gum era più felice di te

   (allo stadio: la formula nel rugby, nel base ball;

   ma se non la vedi te la godi, bocca del glory hole,

   felicità delle nazioni, brivido delle costituzioni)

   lo sguardo di gallina che protegge le generazioni…

 

   E il giardiniere e il giardino coi suoi nanetti

   che collaborano all’inganno

   e la formula cercata che li ammanetti

   (ma anche tu eri giardiniere e giardino,

   Albert, non ci pensasti? Cosa ti impedì

   di sorprenderti al lavoro?)

 

  

   e tutti che dicono di crederci ma fingono

   e il sarcasmo delle mani di Escher,

   il prestigio con cui si autodipingono…

 

   Egli pose l’oscurità come suo nascondiglio[Sal., XVIII, 12].

 

   E gli stewards dell’Hilton freschi di muschio

   senza dubbi di sorta àlacri più di te con le cifre:

   qui dove Albert segnò la “E” va il beauty case

   di Madam de la Santé e dove il segno = prelude

   alla massa per “c2” non andrebbe male la cassa

   di Ser Cy quello ammalato che viene per svernare.

 

   E la terra era vuota e desolata [Gen. I, 2]

 

   E il consiglio di quell’altro, genio nuovo e buono

   di farla scoppiare a una certa distanza dal suolo

   la ragazza cannone con tutte mutante e zuoi panni

   così si sarebbero volatilizzate tante più mandorle

   sarebbero stati molto più memorabili i danni…

 

   Elia prese a dire: Tu sei uno e non rispetto a un numero

   [Zohar Chadash 55b-d Tiqquné Zohar]

 

   Povero Albert, non esiste la formula

   tanto cercata, la pietra dei filosofi.

   Quella dello scandalo sicuramente.

   Ma chi meglio di te doveva saperlo

   come funziona davvero la mente?

 

   La nube e la caligine è intorno a lui [Sal., XCVII, 2.]

 

   Forse tutto questo è cominciato quando Dio

   non ha più voluto, cercato, era annoiato

   e qualcosa allora ha iniziato a muoversi

   ma era ormai troppo tardi per ricostruire

   il processo; si poteva solo seguire la partita

   e godersi il gioco del compasso e della squadra.

 

   Ma per quelli come te sempre

   c’è qualcosa che non quadra.

   Dio non è il fazzoletto del prestidigitatore

   che lo infili con un dito nell’altra mano

   chiusa a pugno e poi lo tiri fuori all’infinito

   tra gli “ooooooh” del pubblico e i battimano.

 

   Dio “è” ed è proprio così che “è”.

   Infatti ad alcuni dona persino il genio

   ma il resto ama tenerlo solo per sé.

 


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