A mia madre
C'è un ritratto di te a vent'anni
che io non posso guardare.
Sul mobile, nel soggiorno,
sul mobile che incastona il televisore,
c’è un ritratto di te a vent’anni
che io non so dire.
Certo, in esso ti protendi,
sorridi, come pretese il fotografo;
sei già china su tuo marito, su noi…
Ma tutto questo non è niente
di quello che riesco a sentire.
Ogni volta il ritratto
esce dalla cornice
scivola in me
prende il posto della ragione
diventa un mare di tenerezza…
C’è un ritratto di te a vent’anni
in cui chiedi perdono della tua bellezza.
(1990)
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