Pubblicato il 24/12/2008 20:37:39
Stavo passeggiando in un luogo sereno, una campagna prossima al mare, il sole stava tramontando senza intoppi. Il cielo, pulito, lo lasciava scivolare gi, delicato lo conduceva verso la notte, le nuvole basse erano pronte come coperte da rimboccare. Verano pini disposti su due filari intarsiati e alti fino allultima luce arancione del sole. Un canale dacqua passava discreto sotto un ponte, poco lontano un airone si dedicava alle ultime sue toilette, a ridosso di un gruppetto di alberi bassi e ancora verdi, era linverno dicembrino del dopo solstizio. Stavo camminando in pace, rilassandomi fino allultimo pezzo di carne, fino alle interiora, alle viscere, ai reni, alla vescica, tanto che, dopo molto camminare, questa, iniziava a manifestare una lecita e impellente necessit di espellere liquidi. Mi sono guardato intorno, non vera nessuno, allora mi apparto in prossimit di uno dei pini e con timore, ma provando quel piacere di libert immediata che si addice ad una bella pisciata, compio una delle funzioni biologiche pi elementari. Ripongo il tutto e continuo la mia passeggiata, quando ad un certo istante, dopo diverso tempo dal fatto, sento dalle spalle, sul lato opposto al mio andare: Questa una passeggiata pubblica; era una donna che faceva jogging e mentre andava si rivolgeva a me con tono di rimprovero; rimango allibito e chiedo il perch di tale rimprovero: Che cosa stavi facendo?; ha continuato quella, senza fermarsi: Ho fatto la pip; e lei: Se venivo con mio figlio e ti vedeva?; le ho risposto, un po scocciato: Mi sono guardato intorno, abbi pazienza, non ti ho vista!; ma avrei dovuto rispondere:Almeno capir (tuo figlio) che tutti gli uomini sono uguali!. Ma da dove era sbucata quella?
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