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Anime nude

di Stefano Verrengia
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Pubblicato il 24/03/2019 12:11:39

ANIME NUDE. 

I. 

Ricordo i tempi in cui
da ragazzo sfruttavo 
gli idioti come un prete
uno stupido credente,
quando nella mia rete
di pescatore di disperati
cadevano tossici,
reietti e scimmie urlanti
a caccia di un senso ....
era un tempo dove
amavo le donne 
vogliose di pazzie
inimmaginabili, 
era un tempo dove 
le vie scure della notte
nascondevano le mutande
abbassate e ci si amava
come gli animali 
nella giungla:
i mali erano solo
i genitori preoccupati
di campare e di un pasto,
di un brodino 
e di un po' d'acqua. 
La poesia giaceva 
con me, negli occhi
di una sconosciuta 
al mattino, 
quando il vino
rimaneva solo negli occhi
e i rintocchi della chiesa
ci ricordavano che dovevamo
tornare a casa, 
prima che qualcuno dei nostri 
si preoccupasse che dei mostri 
avessero rapito un loro caro. 
Amaro era il tempo, 
sembrava non passare mai. 
La poesia giaceva 
in un "ti amo" dopo 1 giorno
solo per scopare ancora 
una sprovveduta, 
profumava nel contorno 
di una bistecca e in una stecca
di biliardo in qualche pessimo
pub delle periferie. 
Oh, che meraviglia l'incoscienza!
Un nascondino 
ad occhi chiusi 
fra le nuvole,
volando leggeri 
come fieri falchi 
pronti a picchiare
sulle prede. 
Scalzi sull'erba 
danzavamo al ritmo
delle fiamme di un braciere
saturnino quando le sere
opache nascondevano 
nel buio i sorrisi 
di amanti traditori 
e nei cuori di amanti
traditi, a caccia di un bacio. 
E la poesia giaceva 
in un'onda morbida
che accarezzava 
il bagnasciuga 
come una mano sinuosa
e odorosa la marea
spargeva gli odori 
di luoghi sconosciuti,
e muti i venti 
consentivano 
alle deboli orecchie 
di udire i denti 
di un bacio sbagliato 
e il fiato ansimante 
di una ragazza 
che apriva le sue gambe,
per amore o conoscenza. 
Così andava la vita, 
per questo si respirava: 
guardare una luna che andava
per un sole che sorge. 

II. 

Pagine dopo pagine 
sono state strappate 
dalla mia vita 
dal bimbo dispettoso
di nome Tempo ... 
pagine macchiate 
di infamia 
e ancor peggio 
pagine macchiate 
di onore e dovere: 
piacere per gli stolti.
Ora cerco, nelle sere,
fra una luna e l'altra, 
un po’ di buio 
per la mia anima!
La poesia giace
in un tramonto 
insanguinato,
in uno sconto 
ad un bar 
del centro, 
in un rientro 
di un non so che ... 
ora la poesia giace
in un sole che tace
in una giornata 
uggiosa di Gennaio, 
nel grigio dolore 
di un rumore
di un'auto vecchia 
dal motore difettoso. 
Addio fiori di fiamma,
addio lupi affamati,
pistole fiammanti 
e scazzottate alcoliche ... 
addio angoli bui 
dove la droga 
donava fantasia 
ai deboli e derelitti,
addio ai relitti
che Dio ha abbandonato
negli abissi 
dell'oceano dell'umanità.  
Adesso la poesia 
giace nella pioggia,
adesso la poesia giace
in una brace spenta, 
nella cenere.

 

 


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